Tecnologia

carducciPiedistalloLa mostra Il Bello o il Vero. La Scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento – a cura di Isabella Valente, e promossa da DatabencLab, ICAR C.N.R e Naos Consulting s.r.l. – propone un’innovativa piattaforma di fruizione, che coniuga ricerca tecnologica e approfondimento storicoartistico.

Tutte le opere in esposizione hanno una “carta d’identità” dedicata, multi-lingua e conforme agli standard adottati dal MiBACT, che raccoglie descrizioni, dati e file multimediali, archiviati all’interno di un database strutturato, nel quale tutte le informazioni sono catalogate mantenendo le relazioni che abilitano i processi di inferenza. Questa struttura rappresenta la fonte principale degli Smart Cricket, device progettati e realizzati da DatabencLab, che implementano l’esperienza fruitiva, comunicando con il singolo visitatore e, nello stesso tempo, creando un network per mettere in contatto gli utenti. Attraverso un’applicazione mobile, disponibile sia per sistemi iOs che Android, i fruitori possono avere accesso a un fascicolo completo dell’opera, che comprende ricostruzioni 3D, digitalizzazioni, video interattivi e file audio multilingua, generati automaticamente a partire dalle informazioni inserite.

Oltre che nell’interazione con il pubblico, gli Smart Cricket intervengono attivamente anche nella tutela e nella conservazione delle opere d’arte. I device, infatti, sono equipaggiati con sensori di controllo della qualità dell’aria, del livello di umidità e della temperatura. Inoltre, grazie alla connettività WiFi e Bluetooth, formano una rete gerarchica di sensori intelligenti, che gestisce e invia le informazioni alla piattaforma centrale.

IMG_1377IMG_1374DatabencLab propone un modo immersivo e coinvolgente di fruire l’arte, anche al di fuori dello spazio della mostra. Per supportare la fruizione del Il Bello o il Vero. La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento, DatabencLab ha progettato e realizzato un museo digitale che comprende opere scultoree inserite nel tessuto urbano della città, nelle piazze e nei parchi di Napoli e della provincia, impossibili, quindi, da presentare nel percorso espositivo. In particolare, grazie alla tecnologia touchless e a sensori innovativi, sarà possibile muoversi liberamente all’interno degli ambienti virtuali. Oltre agli ambienti, anche le sculture esposte in mostra sono state ricostruite in 3D. La visualizzazione a 360° delle opere, su schermi di ultima generazione e con tecnologie di tipo touch e touchless, oppure, su smartphone, permette di scoprire parti delle statue non immediatamente visibili. Così, ricostruendo in 3D e in alta definizione i luoghi e le opere, si sviluppa un itinerario virtuale, parallelo a quello della mostra, che integra e approfondisce l’esperienza del fruitore.

     
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Il Bello o il Vero è un dimostratore del progetto SNECS (Social Network delle Entità dei Centri Storici)
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